Rieducazione al respiro e Mindfulness

Rieducazione al respiro e Mindfulness - due strumenti innovativi di team building aziendale e armonia relazionale

Per informazioni scrivere a: luca.banfi@newenergyorganism.com 

Rieducazione al respiro

Che cos’è il respiro? Verrebbe spontaneo rispondere: è un’assunzione ed emissione d’aria dal nostro corpo.

Questo è vero, ma non è tutto qui. Infatti, nel dare per scontato questo atto vitale, non ci rendiamo conto della sua complessità. Il respiro non è solo nutrimento fisico e fonte di energia per eccellenza, ma si ricollega intimamente alle emozioni della nostra intera vita psichica. 

Il RESPIRO E’ VITA. E’ il primo atto di esistenza autonoma nell’universo, la prima affermazione di ESSERE. Appena nati respiriamo tutti nella maniera giusta, attraverso il movimento del diaframma (respirazione addominale), ma crescendo a causa dello stress e delle tensioni che si accumulano nel plesso solare, il diaframma si irrigidisce e continuiamo a respirare in modo superficiale (respirazione toracica). Questo tipo di respirazione non è in grado di apportare la giusta quantità di ossigeno per alimentare bene il nostro cervello e tutte le cellule del nostro corpo. Ne deriva un’espirazione quasi inesistente e tanta aria stagnante all’interno del nostro corpo, carica di anidride carbonica, che intossica il nostro organismo e genera lo stress. 

Lo stile di vita moderno, sottoposto ad innaturali stress psico-fisici, conduce ad una respirazione errata. In modo particolare, la maggioranza della popolazione cosiddetta civilizzata esegue una respirazione costale accelerata, con carenza di espirazione, superficiale e spesso orale. In pratica si è in inspirazione quasi permanente, con il diaframma bloccato. Questo è il motivo principale per cui se ci si trova in un perenne stato d’ansia si crea ciò che definiamo malattia, si altera la qualità del sonno, si perde la concentrazione, si è prigionieri di pensieri per lo più negativi, si favorisce l’invecchiamento cellulare.

La respirazione corretta diventa così una vitamina naturale per il nostro organismo ed il segreto per eliminare lo stress, producendo un effetto benefico sul corpo e sulla mente in quanto purifica i polmoni, migliora la postura, aiuta la digestione, elimina il mal di testa, riduce stanchezza, ansia e nervosismo, riequilibra l’energia del fisico e della mente (in quanto agisce direttamente sul sistema nervoso). L’espirazione è il principale detossinante:  Non si può inspirare profondamente, portando una grande quantità di ossigeno e Prana, senza prima aver svuotato completamente i propri polmoni. 

La respirazione è importante anche per la nostra vita psichica. Infatti le vie respiratorie superiori si trovano nelle immediate vicinanze del cervello. L’attività cerebrale viene influenzata dall’apporto di ossigeno nel sangue determinando quel benessere psichico così necessario al giorno d’oggi. Ognuno di noi ha un suo ritmo respiratorio legato ai propri stati d’animo, ai sentimenti, alla motricità del corpo. L’intervento volontario sulla respirazione permette di agire sulla propria emotività ed il proprio stato mentale, modificandoli.

Pranayama: Tecniche di controllo del respiro

Pranayama è la parola sanscrita che significa ‘’controllo del Prana’’, ossia dell’energia vitale. L’energia viene assimilata soprattutto con il respiro, oltre che con il cibo. Attraverso il Pranayama facciamo un esercizio fisico che produce una serie di benefici: calmiamo la mente (Mindfulness), sviluppiamo la concentrazione, stimoliamo la chiarezza mentale, regoliamo emozioni e stati d’animo, portiamo armonia, equilibrio e benessere a tutti i processi fisiologici. 

Attraverso tecniche di respirazioni guidate (insieme ad un terapeuta) si può imparare ad usare il respiro per ottenere sblocchi emotivi liberatori e ridurre o eliminare definitivamente traumi e sofferenze che limitano, consciamente o inconsciamente, il nostro piacere di vivere e la nostra spontaneità. La respirazione guidata è utile nel caso di stress, di attacchi d’ansia e attacchi di panico. Il respiro, integrato all’interno di un processo terapeutico, rimane il miglior rimedio naturale, efficace e semplice che l’uomo ha gratuitamente a disposizione. Sempre.

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Mindfulness sul lavoro

Esiste un’alta probabilità che la vostra vita lavorativa e personale abbia innescato il pilota automatico. Questo non ci consente di vivere con pienezza i vari momenti della giornata, ci sottrae ad una vita consapevole attimo dopo attimo e ci allontana dalla felicità e dalla realizzazione personale e professionale. 

Essere disconnessi da se stessi e dalla propria esperienza ci conduce a continue distrazioni, nocive ai rapporti personali ma anche agli obiettivi lavorativi che ci siamo prefissati. Ne derivano stress, incapacità di mantenere attenzione e prestare ascolto, fino ad ansia e depressione. 

È la sindrome del lavoratore moderno, frammentato tra compiti spesso molto diversi tra loro e troppe task da portare a termine. Pensiamo di poter gestire tutto contemporaneamente, in realtà il nostro cervello funziona per task con inizio e fine, non per task aperte tutte contemporaneamente. Di fronte a questa naturale incapacità del cervello, subentra il giudizio per le nostre performance ridotte e per gli insuccessi. 

Vengono meno allora anche la motivazione e l’autostima. Le relazioni con gli altri diventano di pura competizione e si innescano meccanismi inconsci di invidia verso chi ottiene risultati migliori, perché magari ha più «focus» di noi sui propri obiettivi e li raggiunge con maggiore facilità. Nell’attuale contesto economico, i manager chiamati al multitasking e a conseguire obiettivi sfidanti, sono spesso impegnati a dover gestire il cambiamento e l’innovazione per mantenere una presenza dell’azienda sui mercati. Tutto questo comporta stress elevato a danno della produttività aziendale. 

Secondo numerose ricerche, un aiuto concreto potrebbe arrivare dalla Mindfulness, tecnica che allena la capacità di prestare un’attenzione consapevole e completa al momento presente. 

Il padre della Mindfulness, John-Kabat Zinn (professore di medicina e direttore della clinica per la riduzione dello stress dell’Università del Massachuttes – Boston) ha intuito come questa pratica possa aiutare a ridurre significativamente lo stress, l’ansia e il conflitto, aumentare la concentrazione, favorire la produttività, il pensiero creativo e la comunicazione efficace, lavorare direttamente sull’intelligenza emotiva, migliorare le relazioni nell’ambiente di lavoro. 

La Mindfulness è attualmente considerata la nuova frontiera della formazione. Diverse multinazionali come Google, Procter&Gamble e Nike, la stanno impiegando per la crescita manageriale dei propri dipendenti. Anche l’Harvard Business School include la pratica di Mindfulness nei suoi programmi dedicati alla leadership. 

Mindfulness significa consapevolezza e praticarla vuol dire prestare un’attenzione non giudicante al momento presente attimo dopo attimo. Gli studi delle neuroscienze e le diverse ricerche effettuate dimostrano come questa tecnica sia in grado di potenziare l’intelligenza emotiva, l’empatia e l’autoregolazione (attraverso l’allenamento dell’attenzione). Ed è proprio lo sviluppo di queste aree del nostro cervello che ci permette di gestire i problemi e comunicare efficacemente. 

La Mindfulness ci consente di fare un passo indietro e di cambiare prospettiva, di considerare dei meccanismi di risposta agli eventi e non di pura reazione, restituendoci la nostra capacità decisionale di scegliere senza lasciarsi sopraffare da emozioni contingenti.

Mirabai Bush, esperto di Mindfulness, afferma: “Portare la Mindfulness nel mondo del lavoro non impedisce l’insorgere di conflitti o problemi, però può far si che tali conflitti e tali problemi siano visibili con chiarezza e risolti dal gruppo. Grazie alla Mindfulness i gruppi imparano a sviluppare le risorse interiori che li aiuteranno a navigare attraverso situazioni difficili e stressanti”. La regolare pratica della Mindfulness consente al cervello di “autoripararsi” e creare nuove connessioni neuronali: così come al corpo è necessario l’esercizio fisico è altrettanto necessaria alla mente la pratica della consapevolezza. 

Per informazioni scrivere a: luca.banfi@newenergyorganism.com 

 

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